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L’Osservatorio sulla codificazione e  sulla formazione del giurista in Cina nel quadro del sistema giuridico romanistico è stato costituito nel 2008 in base ad una convenzione fra Università di Roma “Tor Vergata” (sede amministrativa in Italia), “Sapienza” Università di Roma, Dipartimento Identità Culturale del C.N.R. (oggi: Dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale), Università della Cina di Scienze Politiche e Giurisprudenza (CUPL)-Pechino (sede in Cina, che opera attraverso il Centro di Studi di Diritto romano e di Diritto italiano-CSDRI).

 Le attività dell’Osservatorio raccolgono e sviluppano le attività di ricerca iniziate nel 1988 dalla Cattedra di diritto romano dell’Università di Roma “Tor Vergata”, prof. Sandro Schipani, e dall’Osservatorio ad essa affiancato che vengono in questo sito ricordate le une di seguito alle altre, data la continuità sostanziale.

 Dei colleghi cinesi con i quali si è sviluppata l’attività di ricerca dell’Osservatorio, sono da segnalare in primo luogo il Prof. Dr. Jiang Ping, nei primi mesi del 1989 Rettore p.t. della  CUPL e membro dell’Assemblea del Popolo, con il quale nel febbraio 1999 il prof. S. Schipani, nel quadro della attività del Gruppo di ricerca sulla diffusione del Diritto romano, stipulò un accordo di collaborazione scientifica per lo studio del Diritto Romano, per la formazione di romanisti cinesi e per la traduzione di fonti del diritto romano. Al professor Jiang Ping, l’Università di Roma “Tor Vergata”, il 1 dicembre 2000, ha conferito la Laurea h.c. A fianco a lui, il Prof. Dr. Huang Feng, allora docente della CUPL, e già studioso del diritto italiano (traduttore di Cesare Beccaria, dei delitti e delle pene), con il quale il 14 dicembre 1988 è stata avviata una collaborazione per la quale è stato consulente permanente della collaborazione svoltasi; e il prof. Yang Zhenshang che è stato il Direttore del Centro di Diritto romano della CUPL alla sua fondazione, Centro del quale Jiang Ping è  Presidente Onorario.

 Le attività dell’Osservatorio si svolgono in tre direzioni: ricerca scientifica, formazione, documentazione. L’Osservatorio ha stimolato altresì la costituzione e collabora con il Centro di studi sul sistema giuridico romanistico della Università dello Hunan; il Centro di Studi sul diritto romano e sul diritto civile moderno dell’Università; l’Istituto di Diritto romano  presso il Centro di Ricerca sul diritto civile e commerciale della RUC; il Centro di studi sul diritto romano e il diritto civile della Università di Xiamen; il Centro di ricerca di diritto europeo e diritto romano dell’Università della Cina Orientale di Scienze Politiche e Giurisprudenza-ECUPL di Shanghai; il Centro di studi sulla codificazione dell’Università Zhongnan di Economia e Diritto di Wuhan, e con docenti di altre Università (Università di Pechino; Facoltà di Giurisprudenza Kenneth Wang della Università di Suzhou, Università di Xi’an, Università di Macao) e dell’Accademia Cinese di Scienze Sociali (CASS-Pechino).

 L’attuale maturazione dell’ordinamento giuridico della Cina, il suo collocarsi nel sistema del diritto romano; la realizzazione di leggi orientate alla composizione di un codice civile; la scienza giuridica e il tipo di formazione del giurista; gli aspetti giuridici della realtà culturale, sociale, economica e tecnica della Cina attuale sono di interesse strategico nella comparazione e nel miglioramento e accrescimento del diritto sia interni al sistema giuridico romanistico che fra i sistemi giuridici, e nello studio dei processi di unificazione del diritto stesso.

 In particolare, l’uso odierno del diritto romano ha assunto una considerazione sempre più rilevante in seno al mondo giuridico cinese nei dibattiti su nuovi istituti, sul loro fondamento e sulla loro costruzione. Ciò orienta una collaborazione caratterizzata in primo luogo da una domanda, da parte degli studiosi cinesi, che impegna al “tradurre”; che apre ad una “migrazione” di concetti, principi, istituti e norme; che coinvolge il sistema dal suo principio. Il “tradurre” si sviluppa in entrambe le direzioni, essendo interesse reciproco conoscere le rispettive leggi ed altresì affinare i rispettivi linguaggi settoriali alla esatta reciproca comprensione diretta che la mediazione di altre lingue, in particolare se non usate  da popoli il cui ordinamento si sia ispirato al sistema del diritto romano, non garantisce e, piuttosto, ostacola.

Il diritto romano è ‘patrimonio comune dell’umanità’. Concepito in latino, esso, dopo la codificazione dell’età di Giustiniano a conclusione dell’età della sua formazione (VI sec. d.C.), si è formalmente aperto all’uso di altre lingue, allora il greco, e poi, nell’età delle grandi rivoluzioni e ricodificazioni del diritto, altre, di popoli i cui codici si sono su di esso basati. Esso è espressione costitutiva della identità degli ordinamenti giuridici dell’Europa continentale, fra i quali il nostro ordinamento giuridico italiano, degli ordinamenti dell’America Latina, e di quelli di alcuni Paesi dell’Asia. Il dialogo della scienza giuridica italiana con quella cinese, realizzato attraverso l’uso delle rispettive lingue, è un obbiettivo prioritario dell’attività dell’Osservatorio. Ad esso si accompagna il dialogo con gli altri ordinamenti indicati, in particolare con quelli dell’America Latina e con quelli coinvolti nella dinamica del BRICS.

L’attività dell’Osservatorio è fortemente orientata alla ‘traduzione’/‘traslazione’ di fonti del diritto romano e del diritto italiano, così come allo studio delle nuove leggi della RPC, e collega strettamente ricerca e formazione di studiosi e docenti cinesi (l’Osservatorio sostiene Corsi di Specializzazione, Master II livello, Dottorato di ricerca congiunto, curando l’apprendimento in lingua italiana del diritto italiano, del diritto romano e del sistema giuridico romanistico, e l’apprendimento di nozioni di lingua latina) e di ricercatori italiani (l’Osservatorio sta formando ricercatori e dottorandi di ricerca italiani che conoscano la lingua cinese e il diritto cinese).

 L’Osservatorio ha come obbiettivo altresì la costituzione di una ‘Biblioteca-centro di documentazione’, opportunamente articolata nelle sue sedi, a Roma per il diritto cinese e a Pechino per il diritto romano e il diritto italiano, organizzata in modo da costituire un servizio a disposizione anche per una utenza generalizzata. Esso cura altresì la formazione di biblioteche giuridiche di testi italiani presso altre Università (Centro di studi sul sistema giuridico romanistico della Università dello Hunan; l’Istituto di Diritto romano  presso il Centro di Ricerca sul diritto civile e commerciale della RUC) nel quadro di una collaborazione scientifica di segnalazioni selezionate.

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